Lavoro autonomo VS Voucher PrestO

Il D.L. 50/2017 ha introdotto nel nostro ordinamento, in ambito lavorativo, il Contratto di Prestazione Occasionale (voucher PrestO). Questo ha ingenerato molta confusione, sia tra i cittadini che tra gli addetti ai lavori, a causa della somiglianza del nuovo istituto con l’assai più datata prestazione occasionale disciplinata dall’art. 2222 del Codice Civile, che regolamenta il contratto d’opera per il lavoro autonomo.

Vediamo insieme i due istituti in modo da fare chiarezza sulle loro caratteristiche, sulle modalità e i limiti di utilizzo.

Prestazioni occasionali di lavoro autonomo – art. 2222 Codice Civile

Come dice il nome stesso, l’articolo disciplina le prestazioni di lavoro autonomo – quindi attività professionali – svolte occasionalmente, che proprio in virtù della loro saltuarietà non richiedono l’apertura di una partita iva.

Tali prestazioni devono essere sporadiche e non avere le caratteristiche della subordinazione. Qualora uno di questi requisiti dovesse venire meno, si potrebbe configurare un rapporto di lavoro autonomo con partita iva nel primo caso, o di lavoro dipendente nel secondo.

L’attività lavorativa viene remunerata con un corrispettivo cui deve corrispondere l’emissione di una ricevuta fiscale, che deve contenere i seguenti elementi:

  • dati generali del prestatore
  • dati generali del committente
  • numero progressivo e data della ricevuta
  • corrispettivo lordo concordato
  • per comodità delle parti, viene indicata la ritenuta d’acconto, che è calcolata applicando l’aliquota del 20% al compenso lordo di cui sopra. Ricordo però che anche se non indicata, il committente, all’atto del pagamento, è OBBLIGATO a trattenere l’importo della ritenuta d’acconto e a versarla all’Erario entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento del corrispettivo netto al prestatore. La mancata trattenuta della ritenuta viene sanzionato per un importo pari al 20% della cifra non trattenuta.
  • a cascata, viene indicato il netto a pagare, cioè quanto effettivamente verrà pagato al lavoratore.

L’obbligo, in capo al committente, di applicare la ritenuta d’acconto, non deve essere adempiuto dai soggetti privati, che per legge non sono sostituti d’imposta.

Molto importante: non vi sono limiti nell’utilizzo della prestazione occasionale di lavoro autonomo, che può essere utilizzata sia dal committente che dal prestatore senza un tetto massimo.

L’unico vincolo riguarda la contribuzione INPS: qualora il prestatore superi in un anno solare la soglia di 5.000,00 euro lordi, sarà tenuto all’iscrizione alla Gestione Separata e al relativo versamento di contributi sull’importo eccedente tale soglia.

E’ importante, ai fini della compilazione della certificazione unica annuale, che il prestatore indichi nella ricevuta se è stata o meno superata la soglia di cui sopra, ad esempio riportando la seguente frase:

“il compenso è assoggettato/non è assoggettato a contributo previdenziale, in quanto nel corso dell’anno solare il totale dei compensi ricevuti a titolo di collaborazione occasionale supera/non supera i 5.000,00 euro.”

Alla ricevuta va poi applicata una marca da bollo di 2,00 euro se il compenso supera i 77,47 euro.

Prestazioni occasionali di lavoro dipendente – Voucher PrestO

Introdotti nel nostro ordinamento dalla legge 96/2017 art. 54-bis, hanno sostituito e quindi abrogato la disciplina dei vecchi voucher. Sono rivolti a quei soggetti che intendono svolgere attività lavorativa in modo saltuario, se tale attività non ha i requisiti della professionalità e della mancanza di subordinazione.

I limiti economici, tutti riferiti all’anno civile di svolgimento della prestazione lavorativa, corrispondono:

  • per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000,00 euro;
  • per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000,00 euro;
  • per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, a compensi di importo non superiore a 2.500,00 euro.

I limiti di cui sopra sono da considerarsi sul compenso al netto di contributi e premi inail.

Con l’erogazione di un voucher, il prestatore ottiene il versamento dei contributi previdenziali e copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro.

Esistono poi dei limiti per quanto riguarda la remunerazione della prestazione, infatti il compenso giornaliero del prestatore non può essere inferiore a 36,00 euro, pari al corrispettivo di quattro ore lavorative. Il compenso orario è liberamente fissato dalle parti ma non può mai essere inferiore a 9,00 euro l’ora. Inoltre sono a carico del datore di lavoro i contributi Inps gestione separata pari al 33% e la copertura assicurativa pari al 3,50%.

La prestazione va attivata almeno 60 minuti prima dell’inizio, e può essere revocata entro 3 giorni dal mancato svolgimento della stessa.

L’utilizzo dei voucher PrestO sono preclusi per i datori di lavoro che occupano più di 5 dipendenti a tempo indeterminato, e per le imprese che operano nel settore edile.

Per l’attivazione delle prestazioni, è necessario accedere al sito Inps cliccando sul seguente Link .

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